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Comunicazioni sul programma InterMIB: Nuovo InterMIB 4.41
E' disponibile il nuovissimo InterMIB 4.41. Introduce le nuove liste liste fondi download.

Postato da Redazione il Friday, 25 May @ 14:38:23 CEST (5704 letture)
(Leggi Tutto... | InterMIB | Voto: 3.14)





Economia | Italia | Dal mondo | Politica | Scienza e Tecnologia | Informatica e Internet | Spettacoli e Cultura | Sport | Blog di Beppe Grillo
Time.com's First Annual Blog Index
Blog di Beppe Grillo - 15:30 09/04/2008

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Devo dirvi ancora una volta:"Grazie!". Il TIME, il primo settimanale del mondo, ha pubblicato la sua classifica dei primi 25 blog: il "Time.com's First Annual Blog Index". Beppegrillo.it è tra questi. Belin. Non è possibile. L'ho detto a mia moglie e mi ha mandato a comprare il pane dicendo di non montarmi la testa. Mio figlio Ciro mi ha chiesto quanto ho pagato il TIME per la pubblicità e se mi è avanzato qualcosa per i suoi giornalini.

Posso chiedervi un altro piccolo aiuto?
I 25 blog possono essere votati on line. E' come una giuria popolare.

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Questo blog deve scalare la classifica. Gli americani non lo conoscono ancora. Fate cadere il sever con i vostri voti per beppegrillo.it (tutti 10 però, non fate scherzi!).

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Presentazione del blog beppegrillo.it da TIME.com:
"Beppe Grillo, un popolare comico italiano, attore e autore di satira politica, scrive uno dei pochi blog non di lingua inglese popolare a livello mondiale. Il motivo è che Grillo si esprime nel linguaggio internazionale dell'indignazione. Durante una giornata tipica il blog di Grillo può chiedere alla Germania di dichiarare guerra all'Italia, all'Italia di boicottare i Giochi Olimpici in Cina o, a un importante personaggio politico, di smettere di agire come uno "Psico-nano". La maggior parte dell'indignazione ha un bersaglio politico - il blog di Beppe pubblica una lista aggiornata dei parlamentari italiani condannati, e frequentemente chiede ai politici corrotti di dimettersi dal loro incarico. Lo scorso settembre, Grillo ha usato il suo blog per organizzare una manifestazione in circa 300 città italiane per il suo "Vaffanculo Day", per incoraggiare i cittadini a rimuovere dal Parlamento i condannati in via definitiva. La manifestazione ha avuto così successo che la sua seconda edizione è prevista per il 25 aprile. L' America potrebbe usare un comico di satira politica alimentato da questo tipo di indignazione, ma per ora, c'è Beppe." TIME
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Comunicato politico numero 7
Blog di Beppe Grillo - 15:21 08/04/2008

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Senza informazione libera non c’è democrazia. Se l’informazione diventa strumento di interessi privati e dei partiti non c’è democrazia. Se Testa d’Asfalto ha tre televisioni nazionali e quaranta giornali e periodici non c’è democrazia. Se i partiti hanno il controllo della RAI non c’è democrazia. Il non voto è un voto. Il non voto è il voto del cittadino informato. Se i referendum elettorali sono cancellati da Calderoli o rinviati da Napolitano non c’è democrazia. Se 350.000 firme per tre leggi popolari marciscono in una cantina del Senato non c’è democrazia. Se non possiamo votare il candidato non c’è democrazia. Se Cuffaro, Crisafulli, Carra, Dell’Utri, Cesa sono già eletti in Parlamento non c’è democrazia. Se 100 persone condannate in primo e secondo grado, in via definitiva o rinviate a giudizio ci rappresenteranno dopo le elezioni truffa non c’è democrazia. Se i giornali ricevono un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico non c’è democrazia. Se Rete 4 non va sul satellite dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea non c’è democrazia. Se la Bonino non ha urgenza di applicare la sentenza europea su Rete 4 e lo dichiara senza pudore non c’è democrazia. Se Bossi può minacciare lo Stato con i fucili non c’è democrazia. Se i partiti prendono i voti delle mafie non c’è democrazia. Se Bassolino è presidente della Regione Campania non c’è democrazia. Senza informazione libera non è possibile scegliere. I cittadini hanno il diritto di essere informati. Senza questo diritto non c’è democrazia. I cittadini hanno il diritto di essere rappresentati da galantuomini. Senza questo diritto non c’è democrazia. Beppe Grillo sarà il 10 aprile a Pescara per sostenere la lista civica per le elezioni comunali. Beppe Grillo non appoggia nessuna lista nazionale per le elezioni politiche. Il Tribunale di Roma ha proibito l’uso del nome e dell’immagine di Beppe Grillo alle liste “Grilli parlanti” e a “No Euro – Lista del Grillo”. Le televisioni e i giornali non possono promuovere queste liste. I conduttori televisivi non possono promuovere queste liste. Beppe Grillo vi invita a leggere la sentenza del tribunale. Sostenete le liste civiche comunali nelle vostre città e la lista regionale in Sicilia di Sonia Alfano. Il rinnovamento del Paese inizia dai Comuni e dalle Regioni. Il rinnovamento inizia dai giovani. La libertà inizia dall’informazione libera. V2 day – 25 aprile.


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CLICCATE PER LEGGERE IL NOME DELLE LISTE CIVICHE DEL BLOG

Fatta eccezione per le liste sopra indicate, ogni riferimento al mio nome ed alla mia immagine per la connotazione di iniziative elettorali in sede politica o amministrativa è da considerarsi illecito ed eseguito contro la mia volontà. Ricordo che il Tribunale di Roma ha ordinato di cessare l'uso di tali riferimenti in ogni forma, equiparando a questi fini ed effetti la parola "Grillo" alla parola "Grilli" ritenendo che tale condotta integri una "patente violazione del diritto al nome ed all'identità personale, quest'ultimo inteso nella sua accezione di diritto a non vedersi attribuiti fatti azioni e comportamenti estranei alla propria persona". Ricordo anche che il diritto non viene leso solo se gli atti illeciti vengono compiuti dai destinatari del provvedimento ma anche qualora chiunque altro compia materialmente le iniziative censurate dal Tribunale.

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La risposta di Antonio Manganelli
Blog di Beppe Grillo - 16:26 07/04/2008

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Antonio Manganelli ha risposto alla mia lettera aperta. Lo considero un gesto importante. Una risposta pubblica attraverso la Rete del capo della Polizia di Stato è un passo in avanti verso una democrazia diretta. Nella quale la Polizia diventi sia nei fatti che nella percezione degli italiani un Servizio e non un potere alle dipendenze dei partiti. Ringrazio Antonio Manganelli e spero che legga quotidianamente questo blog e le sue denunce per portarsi avanti con il lavoro.

"Caro Beppe Grillo,
rispondo volentieri alla Sua lettera, che mi consente di fare qualche riflessione su un tema tanto delicato e complesso.
I problemi sociali irrisolti sono frequentemente destinati a diventare, nostro malgrado, anche “problemi di polizia”, generando prima comprensibili manifestazioni di malcontento, poi accesi conflitti che, il più delle volte, hanno a che vedere con l’ordine pubblico.
Accade, allora, che il poliziotto si trovi a dover garantire contemporaneamente, da un lato, alcuni fondamentali diritti di libertà (quelli di riunione, di espressione, ecc.), dall’altro, legittime manifestazioni di dissenso. Trovare il giusto equilibrio non è sempre facile: l’unico faro che può e deve orientarlo nella sua difficile attività quotidiana è quello offertogli dalla legge che la società si è democraticamente data.
Ci si può riunire, si è liberi di esprimere le proprie idee, si possono e si devono responsabilmente assumere decisioni quando a ciò si è legittimati. Da un versante opposto, si possono invocare le proprie ragioni contrarie, si può protestare. Ma come? Impedendo agli altri di esprimere la propria opinione? Lanciando sassi o incendiando cassonetti ? Tagliando le gomme delle auto? Rompendo le vetrine dei negozi? Siamo tutti convinti che alcune modalità di protesta non rientrano nelle regole della “civile convivenza” e dello stesso ordinamento giuridico e non possono perciò essere consentite, neanche quando si dovesse ritenere che le regole della “civile convivenza” siano state infrante ancor prima proprio da chi è preposto ad assumere iniziative per il bene di tutti. Un problema diverso, seppur strettamente collegato, è quello delle modalità con cui le forze di polizia pretendono il rispetto delle regole. Lei ha citato vicende che, proprio obbedendo alle regole del nostro ordinamento, sono attualmente oggetto di vaglio da parte della magistratura, cui tocca dare una risposta. Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità.
Proprio i gesti di eroismo quotidiano delle donne e degli uomini delle forze di polizia, che La ringrazio di aver ricordato nella Sua lettera, riflettono la voglia di fare con onestà un lavoro che vuole essere utile per la collettività, cercando di sbagliare il meno possibile, tra le mille difficoltà e le mille insidie che la “strada” regala ogni giorno.
Io cerco di fare al meglio la mia parte, a cominciare dalla formazione professionale e dall’addestramento operativo di tutti i poliziotti, curando, quale assoluta priorità, il rispetto della persona e dei diritti garantiti dalla Costituzione. Grazie per l’opportunità che mi ha dato. Con sincera cordialità." Antonio Manganelli

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PDuequadro
Blog di Beppe Grillo - 16:01 06/04/2008

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Il Tribunale di Roma ha proibito l'uso del mio nome e della mia immagine per le elezioni politiche alle liste che se ne erano appropriate senza diritti. Le liste "dovranno cessare ogni utilizzo con qualsiasi forma e modo del nome e dell'immagine di Beppe Grillo ed ogni riferimento alla sua persona astenendosi in particolare dall'identificare l'attività politica delle rispettive liste di riferimento attraverso simboli, elementi grafici e scritti che riconducano direttamente o indirettamente alla persona del ricorrente".Per i dettagli leggete la sentenza.
Le liste citate nella sentenza sono: "Amici di Beppe Grillo", "No Euro - Lista del Grillo","Movimento ultima speranza - Grilli d'Italia", "Forza Grillo", "Lista Grilli Parlanti" e "Grilli d'Italia".

Le elezioni politiche sono incostituzionali non possiamo scegliere il candidato e neppure il programma. Sono solo un pretesto per formare il governo Veltrusconi. Le prove generali di inciucio sono sotto i nostri occhi. La legge 30/Maroni la vogliono entrambi. La legge Gasparri la vogliono entrambi ( la Gentiloni è fumo negli occhi). Il conflitto di interessi anche. Le leggi ad personam pure.
Questa legge elettorale, un vero esproprio democratico, la vogliono sia Testa d'Asfalto che Topo Gigio. Il centro sinistra ha avuto a disposizione quasi due anni per cambiarla, non ha fatto nulla. Non solo Cuffaro e Dell'Utri saranno rieletti, "ma anche" Carra, Crisafulli, D'Alema, Fassino (4 legislature) e sua moglie Serafini (5 legislature). La copppia di diamante del Parlamento. Si scelgono persino gli stessi testimonial: precari, "ma anche" industriali. Gente incensurata, "ma anche" pregiudicati. Dopo le elezioni Veltrusconi taglierà la Lega e Antonio Di Pietro e farà il partito unico. PD e PDL diventeranno PDuequadro. L'evoluzione della P2. A Topo Gigio daranno la tessera numero 1, lo psiconano si terrà la sua vecchia tessera numero 1816, regalo di Licio Gelli. Le prossime elezioni saranno più semplici. Le elezioni del broglio perfetto. Il non voto è l'unico voto utile.
Vorrei chiedere, a nome del popolo italiano, 300.000 euro al giorno, a partire dal primo gennaio 2006 al Partito Radicale. E' la multa che pagheremo per non aver applicato la sentenza europea per l'attribuzione delle frequenze di Rete4 a Europa 7 nell'ultimo Consiglio dei ministri. Il ministro Emma Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha infatti dichiarato che la sentenza "non aveva carattere di urgenza".

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Giornale c'è se lettore compra
Blog di Beppe Grillo - 13:22 05/04/2008

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Il tetto pubblicitario è la modica quantità di inserzioni consentita a giornali e televisioni. Un osso che si disputano per sopravvivere. I giornali accusano le televisioni di disporre di un tetto più alto del loro. Fuori dai parametri europei. Più pubblicità è permessa alle televisioni, meno pubblicità è disponibile per i giornali. Per questo gli editori della carta stampata pretendono di essere finanziati dallo Stato. O un tetto più alto o i finanziamenti pubblici.
Il lettore del giornale è assente da questo ragionamento. Il mercato, quello vero, quello dell’informazione, non è neppure preso in considerazione. I soldi devono arrivare dai contribuenti o dai grandi gruppi economici. Sono infatti la Fiat, la Telecom, l’ENI, Intesa San Paolo, eccetera a riempire di paginate a pagamento i quotidiani e a influenzare la penna dei giornalisti economici. Chi si metterebbe contro chi lo tiene in vita?
Quanti hanno criticato la gestione del tronchetto dell’infelicità quando era presidente di Telecom? Chi ha detto la verità sul valore delle azioni Telecom comprate a 2,9 euro lo scorso anno dalle banche quando si sapeva che il valore reale era di 1,5 euro (come scrissi sul blog)? A proposito di chi sono le banche? Di chi sono i soldi con cui hanno liquidato il tronchetto? Non saranno per caso dei correntisti e degli investitori? Chi ha fatto l’analisi finanziaria/giudiziaria di Cesare Geronzi in questi anni, il presidente del consiglio di sorveglianza (SORVEGLIANZA?) di Mediobanca rinviato ieri a giudizio per estorsione nel filone Eurolat del processo Parmalat?
Gli editori e i giornalisti di pubblicità ne vorrebbero di più, non per i lettori, ma per il bene dell’informazione. I giornali senza la pubblicità e senza la carità dello Stato chiudono? E chiudano. Giornale c’è se lettore compra. Altrimenti non può informare. Può fare la velina delle grandi aziende o l’ufficio stampa dei partiti. Legittimo, ma perché dobbiamo pagarlo noi attraverso le nostre tasse? E, soprattutto, perché dovremmo comprarlo?

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Lettera aperta a Antonio Manganelli
Blog di Beppe Grillo - 15:08 04/04/2008

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"Gentile dottor Antonio Manganelli,
il termine con cui mi rivolgo a lei, gentile, non è casuale, è come vorrei che fosse la Polizia di Stato: gentile verso il popolo italiano che deve proteggere. Vede, ho una strana sensazione, che la Polizia di Stato stia assumendo agli occhi dell’opinione pubblica un ruolo che, sono sicuro, non vuole avere e non deve avere. Quello di protettrice degli interessi dei partiti, delle loro malefatte, dei loro numerosi pregiudicati e prescritti.
Questa sensazione la leggo negli occhi delle ragazzine prese a manganellate a Bologna durante la manifestazione di dissenso nei confronti di Giuliano Ferrara. La loro unica colpa è stata di avere contestato con un lancio di pomodori un signore che vuole cancellare un referendum e che dal suo comodo studio televisivo sponsorizza ogni guerra, purché americana. Quando è possibile per i nostri ragazzi dissentire, anche urlando, se non in piazza? L’informazione che ricevono ogni giorno dai giornali e dalle televisioni è pilotata, strumento dei gruppi di potere per mantenere il potere. Questo i giovani lo sanno. Per loro però ci sono, troppo spesso, le cariche, i pestaggi. E, invece, per i politici e i loro giornalisti stipendiati, la protezione dei suoi uomini, la scorta e le macchine blu. In Piazza Maggiore c’erano famiglie con bambini piccoli, non pericolosi terroristi.
Questa sensazione l’ho letta negli occhi dei vecchi picchiati dalla Polizia a Savignano Irpino. Pensionati straniti, confusi, increduli, di certo mai colpiti prima da ragazzi in divisa. Quei vecchi protestavano per la distruzione della loro terra, che è anche la sua, dottor Manganelli. Non capivano perché Bassolino, corresponsabile dello scempio, fosse ancora Governatore della Campania, come del resto non lo capisce, né lo accetta, nessun italiano. Non capivano le botte, le manganellate, il sangue.
Questa sensazione l’ho vista negli occhi, quando li ho incontrati, del padre e della madre di Federico Aldrovandi, un ragazzino picchiato a morte da una pattuglia stradale. L’ho sentita nelle dichiarazioni delle persone torturate a Bolzaneto e nella “macelleria messicana” della scuola Diaz.
Lei potrà obiettare che si tratta di episodi, di poche mele marce e, con tutta probabilità, ha ragione. Nel calendario dei Santi Laici, l’elenco dei caduti per un’Italia onesta che pubblico ogni anno sul blog, la Polizia di Stato è al primo posto. Centinaia di poliziotti si sono fatti uccidere per affermare la giustizia in Italia.
Lo scorso otto settembre ero a Bologna per il V Day. In piazza Maggiore e nelle vie laterali c’erano 150.000 persone. Nessun casco, nessuno scudo, nessun uomo in divisa di fronte al palco. Nessun incidente né prima, né dopo, né durante una manifestazione durata dieci ore. C’era però molta rabbia nei confronti di una classe politica senza pudore, verso i condannati in via definitiva che siedono in Parlamento. Gli stessi che i suoi uomini in passato hanno arrestato. E verso i prescritti che, grazie alle leggi ad personam, i suoi uomini, purtroppo, non hanno potuto arrestare. In gran parte i medesimi, condannati e prescritti, che dopo le elezioni saranno ancora senatori e deputati.
Lei lo sa, si sono già auto eletti grazie all’eliminazione del voto di preferenza. Per merito della cancellazione di una legge elettorale votata dalla maggioranza degli italiani. Gli elettori, se potessero scegliere, non li voterebbero mai.
La politica non può trasformarsi in un problema di ordine pubblico. La Polizia di Stato non deve diventare il braccio armato di chi ha distrutto il Paese per evitare il confronto con i cittadini. Non se lo merita la Polizia e neppure gli italiani. Spero in una sua risposta che pubblicherò sul blog. I miei saluti.” Beppe Grillo

Ps: Guardate il video dell'imprenditore calabrese Pino Masciari, testimone di Giustizia, che ha lasciato la località protetta senza scorta per recarsi in Calabria come forma di protesta:http://it.youtube.com/watch?v=K_gbPgEk7hA

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Malati di burocrazia terminale
Blog di Beppe Grillo - 19:49 03/04/2008

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La burocrazia italiana è cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato, un pezzo di carne urlante, un pazzo che cerca vendetta. La burocrazia terminale è il vero fiore all'occhiello della nostra classe politica. Gente che non saprebbe gestire un bagno pubblico diventa sindaco, sottosegretario, ministro, assessore. Promossa fino al massimo delle sue incapacità. Mai responsabile di nulla verso il cittadino. Colui che gli paga lo stipendio. L'unica difesa è evitare ogni contatto. Ignorarla, far finta che la burocrazia non esista, che sia una pagliacciata per pagare lo stipendio a qualche milione di italiani integrati con il Sistema. Quando ciò non è possibile, come per Alessandro, ci aspetta il buco nero.

"Mi iscrivo all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) tramite il Consolato alla fine di Novembre dell'anno scorso. Agli inizi di quest'anno il Consolato mi richiama per dirmi, che dopo aver consultato il Ministero degli Esteri per casi simili al mio si sono sentiti rispondere che c'e' bisogno di una prova della residenza e non solo l'autocertificazione. Nel mio caso la Permanent Resident Card.
Ho inviato via fax la richiesta al Consolato come da loro richiesto. Li ho richiamati per accertarmene. Mi hanno confermato la ricezione. Qualche giorno fa, esattamente il 27 di marzo, dopo il fatidico giorno 26, termine ultimo per i Consolati per dover spedire le buste per il voto, mi sento rispondere che sono si iscritto all'AIRE, ma non alle liste elettorali. Devono faxare la richiesta al mio comune di residenza in Italia. Il giorno stesso faxano la richiesta.
Il comune, che dovrebbe rispondere nelle 24 ore, non risponde. Rifaxano. Niente da fare. A questo punto chiamo io direttamente il comune. Mi indicano un altro numero di fax. Tutto sembra procedere per il meglio se non fosse che il Comune non rilascia l'autorizzazione al Consolato per farmi votare all'estero. Siamo fuori dai tempi massimi dicono.
Richiamo il Comune. Conferma la versione. Scarica la colpa sul Consolato perchè non avrebbe mandato il fax in tempo. Si scopre che oltre alla richiesta di elettorato lo stesso Consolato avrebbe per la prima volta mandato al Comune la richiesta di iscrizione all'AIRE (che appunto avevo fatto a fine novembre dell'anno precedente). Il Comune per una direttiva del Ministero degli Interni non può fare più niente. C'e' anche una direttiva del Ministero degli Esteri che perrmetterebbe ai Comuni più di "manica larga" di accettare le richieste dell'ultimo momento.
Comprendo tutti i problemi burocratici, non comprendo però perchè il cittadino non possa godere del diritto di votare.Dovrei tornarmene in Italia, cosa che non ha senso e che è ovviamente onerosissima. Mi sono sentito un cittadino di serie B per due motivi:
- sono stato residente nel comune sbagliato. Se lo fossi stato in un altro comune forse mi avrebbe dato il permesso di votare, come ho visto succedere
- non sono uguale nei diritti agli altri italiani perche' de facto non posso votare e magari mi sento dire che non e' bello che non si vada a votare. Io voglio votare, non per concessione, ma per dirittto. Voglio anche scegliere di non votare, ma la busta per votare mi deve arrivare a casa, altrimenti non mi sento trattato come un cittadino." Alessandro Calia, Devon, Pennsylvania

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Giuliano l'aprostata
Blog di Beppe Grillo - 08:34 03/04/2008

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Bologna, il due aprile del 2008(*)

"Ferrara è un grasso signore dai fianchi un po' molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli
Ferrara arrogante e papale Ferrara il rosso e fetale
Ferrara con il Vaticano già un po’ comunista
e in odor americano

Ferrara picchiator in valle Giulia estremista minore
lottatore di sumo infangatore di giudici
Il suo Craxi non ancor latitante cantava
Rimbalzavano le filosofie oh quanto era
marxista ma senza pudore e paura
e i socialdemocratici sembravano la letteratura
oh quanto era così forzitalico
schiavo di potere e denaro
privo di rossore e vergogna cullato
fra i portici cosce di Testa d’Asfalto
Una bohème confortevole giocata
fra finanziamenti del Foglio e pubblicità Mondadori

Ferrara è un romano di stomaco forte
Ferrara diffamatore cortese Ferrara contro l’aborto
che sa quel che conta e che vale
che sa cos’è la CIA e il suo sale
che calcola il giusto la vita e che sa
dove sta il portafoglio e una tavola sempre imbandita
Ferrara è un ricco signore che fu comunista
benessere ville gioielli e piduisti in vetrina
che sa che l'odor di giustizia
da mandare giù è cosa seria
e vuole sentirsi sicuro con la tiara che porta

Li sprechi i tuoi voltagabbana però
con lo strano binomio di preti e di feti
davanti al santo Petronio e ai bolognesi di piazza Maggiore
sono migliaia diversi da te
oh quante parole ti cantano
di fronte a una faccia paonazza
al tuo stupore volgare
Bologna bambina per bene Bologna busona
Bologna ombelico di tutto
che spingi Ferrara
a un singhiozzo e ad un rutto
grazie per quel che m'hai dato
quell’otto settembre
un dolce ricordo, un futuro e un passato" Beppe Grillo

(*) Testo liberamente tratto da "Bologna" di Francesco Guccini

Ferrara' s tour (da Repubblica.it):

Bologna_Ferrara_5.jpg Bologna_Ferrara_4.jpg Bologna_Ferrara_6.jpg Bologna_Ferrara_1.jpg Bologna_Ferrara_2.jpg Bologna_Ferrara_3.jpg



Sette televisioni e tre giornali
Blog di Beppe Grillo - 19:03 02/04/2008

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In Italia comanda, decide, ordina la disinformazione. Sette televisioni e tre giornali si sono sostituiti alla democrazia. Tutto quello che non sapete è vero. Quello che sapete è ciò che vuole il Sistema. Non c'è bisogno della polizia o delle leggi speciali per vivere in un regime. E' sufficiente il controllo dell'informazione. I media sono il primo obiettivo in qualunque colpo di Stato.
L'Italia non sa più nulla. Non riesce più a giudicare. E' schizofrenica. La realtà e l'informazione che riceve sono due cose diverse, contrapposte. E' un pugile in stato confusionale, che non sta più in piedi, con l'assistente all'angolo del ring che gli grida che va tutto bene. Non essere o sapere? Questo è il dilemma.
Non siamo padroni della nostra vita perchè non sappiamo. Sette televisioni e tre giornali. RAI1, RAI2, RAI3, Canale 5, Italia1, Rete4, La7, il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa. Il nostro Governo, il nostro Parlamento, i nostri occhi sono loro. I magnifici 10. I nomi dei direttori sono importanti, ma fino a un certo punto. Riotta, Mazza, Giordano, Liguori, Fede, Piroso. A chi rispondono questi signori? Che interessi rappresentano?
Prodi ha messo lì il pinguino Riotta e Fini, "una mattina, una brutta mattina", ha regalato la scrivania del Tg2 a Mazza. I giornalisti dei telegiornali pubblici sono addetti di uffici stampa, velinari (talvolta vaselinari), impiegati di Regime.
Canale 5, Italia1 e Rete4 sono strumenti di propaganda di Testa d'Asfalto. Hanno una doppia funzione: fargli fare miliardi di euro con la pubblicità attraverso Publitalia e mantenere gli italiani in coma assistito. Lo psiconano è un concessionario dello Stato. Le frequenze televisive su cui trasmette sono nostre. Il conto corrente, le notizie e il conflitto di interessi, invece, sono solo suoi. La7 è di Telecom Italia, un megafono degli interessi industrilali dei suoi azionisti. Benetton ad esempio, Telefonica a riesempio.
Paolo Mieli è l'espressione del salotto buono del Corriere della Sera. Un gruppo assortito di società che spazia dalla Pirelli a Mediobanca, da Intesa San Paolo alla Tod. I padroni del Corrierone si chiamano Confindustria e ABI. Geronzi, Passera, Tronchetti, Della Valle. La Repubblica è del gruppo l'Espresso dell'ingegner Carlo De Benedetti, industriale, finanziere. La Stampa è del gruppo Fiat, un quotidiano ispirato da Luca Cordero di Montezemolo.
Riassunto: partiti, Testa d'Asfalto, Confindustria e ABI possiedono l'informazione. Se vogliono possono farci credere qualunque cosa. E ci fanno credere qualunque cosa. Il V2 day del 25 aprile è il primo passo per ridare la capacità di intendere e volere agli italiani. L'informazione va separata da interessi economici e politici.
Tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini. Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria di un miliardo di euro all'anno. Abolizione della legge Gasparri e del duopolio Rai-Mediaset. Per partecipare richiedete i moduli e la presenza del vostro banchetto sulla mappa nel blog. 270 città hanno già aderito.

Ps: Chi si iscrive alla marcia ed è certificato al blog è riconoscibile nei commenti dalla presenza di un omino.
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Cliccando sull'icona si visualizza la pagina personale del commentatore. Iscrivetevi alla marcia del V2 day e diffondetela.

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Malpensa: politici e disvalore
Blog di Beppe Grillo - 19:46 01/04/2008


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Galan, presidente Regione Veneto:
“Un secondo “hub” (*)1 in Italia non ci sta. Non ho conosciuto nessun imprenditore che per poter andare all'estero abbia preso l'aereo a Malpensa”.
Chiamparino, sindaco di Torino:
“Malpensa e Alitalia hanno bisogno di una dose di mercato, il loro limite è che entrambi sono cresciute con eccessive protezioni e non dalla reale capacità competitiva".
Cacciari, sindaco di Venezia: “Venezia è il terzo aeroporto in Italia. Mi sembra che l’80% del traffico gravita su Francoforte o su Roma, non su Malpensa. Quindi per me Malpensa è un problema della Lombardia… su Malpensa si arrangino. A me va benissimo come hub, ma non perché lo è per decreto dello Spirito Santo, ma per logiche di mercato”.
Formigoni, presidente Regione Lombardia:
“Lo si voglia o no, il traffico aereo è qui”.
Letizia Moratti, sindaco di Milano:
“Sì a una moratoria di tre anni per l’hub lombardo”.
Bonomi, presidente di SEA, la società che gestisce lo scalo: “Nel breve e medio periodo l’aeroporto sarà “point to point” (*)2.

31 marzo 2008: Alitalia riduce del 72% i suoi voli da Malpensa e risparmia circa 200 milioni di euro annui di costi.
31 marzo 2008: Malpensa è semi deserta, 900 dipendenti di SEA sono in cassa integrazione a rotazione. 400 lavoratori stagionali non avranno il rinnovo del contratto.
30 marzo 2008: La superstrada Boffalora-Malpensa che collega l’A4 Torino-Milano viene inaugurata. Permetterà di velocizzare il tragitto da Torino alla Malpensa. 18,6 km, due corsie per senso di marcia, 260 milioni di euro di spesa. Interessa i comuni di Lonate Pozzuolo, Castano, Buscate, Cuggiono e Inveruno. La superstrada attraversa il Parco del Ticino, una delle poche zone non cementificate della Lombardia.

La Malpensa è un finto hub figlio delle tangenti point to point craxiane. I suoi successori non se la sono sentita di buttare via lo scalo insieme al latitante. L’economia ha dovuto fare il lavoro sporco. Malpensa, al massimo è un point to point, un piccolo aeroporto regionale. Chi vive a Torino parte da Caselle. Chi sta a Treviso vola da Venezia. Volano verso gli hub di Londra, Francoforte, Parigi. Lo fanno da sempre, non perché l’Alitalia è fallita.
L’Italia può permettersi un solo hub. Con Malpensa deserta, con decine di aeroporti nel Nord Italia, si inaugura una nuova superstrada, si asfalta un parco nazionale. I torinesi continueranno a partire da Caselle, i veneziani da Venezia. Per i politici italiani “nulla si crea, tutto si distrugge” con i soldi pubblici. Le cattedrali nel deserto una volta rendevano sotto forma di tangenti, oggi producono voti e poltrone. Marx inventò il plusvalore, i nostri politici la teoria del disvalore: l'utilizzo del lavoro dei cittadini per produrre valore personale e distruggere il Paese.

(*)1: hub, aeroporto utilizzato dalle compagnie aeree come punto di transito verso una successiva destinazione.
(*)2: point to point, sistema di trasporto dove un aereo vola direttamente alla destinazione finale.

Ps. L’imprenditore calabrese Pino Masciari, testimone di Giustizia, ha lasciato la località protetta senza scorta per recarsi in Calabria come forma estrema di protesta in attesa della risposta delle istituzioni. Leggi il suo blog.

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Comunicato politico numero 6
Blog di Beppe Grillo - 13:45 31/03/2008

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Messina, Caltanisetta, Catania, Palermo. Piazze piene in un fine settimana di sole. 10.000 persone a Palermo. Giovani siciliani dalla faccia pulita. L’informazione di regime ha oscurato la mia presenza. L’informazione di regime ha ignorato la lista di Sonia Alfano candidata alle regionali. I siciliani hanno cancellato Gianfranco Fini, il badante dello psiconano. Solo 300 comparse a guardare una salma politica. Votate Sonia Alfano, non è Crisafulli e neppure Cuffaro. Non è Topo Gigio e neanche Testa d’Asfalto. Il comune di Messina è commissariato. Il comune di Palermo è chiuso per le elezioni. I nostri dipendenti sono tutti alla spiaggia di Mondello. Beppe Grillo sarà presente per sostenere le liste civiche comunali. Il primo aprile a Ischia. Il cinque aprile a Vicenza. Il 6 aprile a Treviso. Il 10 aprile a Pescara. Le elezioni politiche sono incostituzionali. I posti alla Camera e al Senato sono già stati assegnati dalle segreterie di partito. Il non voto utile è il solo utile. Veltrusconi non vuole Antonio Di Pietro ministro della Giustizia. Veltrusconi non vuole la libertà di informazione. Veltrusconi vuole i condannati in Parlamento. Veltrusconi non vuole l’inciucio, ma “accordi per le riforme”. Le liste politiche con il nome Beppe Grillo sono illegittime. Beppe Grillo sarà in tribunale per chiedere il ritiro di urgenza di: NO EURO – LISTA DEL GRILLO. L’udienza si terrà al Tribunale di Roma il 4 aprile, ore 11.30. Treviso-Roma-Vicenza-Pozzuoli-Pescara-Fiumicino-Massa-Pisa-Viterbo-Nettuno-Tivoli-Villafranca di Verona-Ischia-Bitonto-Formia-Campi Bisenzio-Cepagatti sono le liste civiche che si ispirano al blog. Passate l’informazione. Stampate volantini. Usate i megafoni. Il 25 aprile si avvicina. Il V2 day si avvicina. La vera informazione si avvicina. Tre referendum si avvicinano. No all’ordine dei giornalisti di Mussolini. No al finanziamento di un miliardo di euro all’anno all’editoria. No alla legge Gasparri e al duopolio partiti-Mediaset. 200 banchetti in 200 città in tutta Italia sono già pronti. Milioni di moduli per il referendum sono in spedizione. Richiedete i moduli. Aprite nuovi punti per le firme. La bolla si sta sgonfiando. Ripeto: la bolla si sta sgonfiando.

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Statistiche false, disoccupazione vera
Blog di Beppe Grillo - 18:14 30/03/2008


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L’Italia ha gli stipendi più bassi d’Europa (fatta eccezione per qualche Paese dell’Est). Chissà da cosa dipende? Forse dalla legge della domanda e dell’offerta? E' quando c’è poco lavoro, infatti, che i salari diminuiscono. E allora l’Italia dei (quasi) tutti occupati e degli stipendi da fame come si spiega? Il tasso di disoccupazione del 6,1% nel 2007 è vero o è falso? Dipende… Statisticamente è vero, praticamente è falso.
I politici e l’informazione devono difendere la legge 30. La legge Maroni, l’ex ministro del lavoro che protegge solo i lavoratori di Malpensa nel suo feudo elettorale di Varese. Gli altri li precarizza. Maroni varesotto è la versione alpina del Mastella ceppalonico. E’ sufficiente guardarsi intorno per vedere che non c’è lavoro. Per sapere che i precari aumentano. Per capire che i soldi non bastano per arrivare a fine mese. Il 6,1% di disoccupazione è falso. Il professor Gallegati lo spiega nella sua lettera, ma voi lo sapevate già.
Ps: Scaricate il libro "Schiavi Moderni", 470.000 download fino ad oggi!

"In "Schiavi Moderni" il legame tra flessibilità ed occupazione è dimostrato essere falso. Quello che dovrebbe far riflettere politici ed economisti è che la storia dimostra che quando una merce è scarsa il suo prezzo aumenta. Perchè i salari italiani sono tra i peggiori d'Europa se la disoccupazione è così bassa? I salari in Italia non sono bassi per colpa del fisco, ma per un lavoro che non c’è.
Ci spiega Mondragone dell'ISFOL:
“In un mercato del lavoro duale (15% di occupati precari), la presenza di lavoratori atipici mal pagati contribuisce all'azione calmierante delle tensioni nel mercato del lavoro, alimentando un esercito di riserva interno, ovvero si è creato un sistema di sottomissione contrattuale di un 15% di lavoratori che altrimenti avrebbe sostenuto rivendicazioni (in primis salariali) che invece in questi anni sono state estremamente modeste e largamente inferiori a quelle dei paesi europei.” Altro che favorire l'inserimento lavorativo dei giovani!
Statisticulation (manipolazione statistica al fine di spacciare il falso col vero), è un neologismo che Darrell Huff introdusse oltre 50 anni fa in: “How to lie with statistics” (Come mentire con la statistica). E’ un libro pieno di esempi sul come ingannare “scientificamente” le persone: grafici di dubbia validità, figure riportate a metà, campioni viziati, risultati inaffidabili etc... Non saper leggere le statistiche è un problema di ignoranza, ma travisarne il significato per avallare interpretazioni false (è quello che stanno facendo i politici e la grancassa dell’informazione schierata) da cui far discendere decisioni di politica economica che incideranno nelle vite dei nostri figli e delle nostre è irresponsabile, e per giunta esser trattati da cretini non ci va più.
Secondo l’ISTAT, la disoccupazione nel 2007 in Italia ha un tasso del 6,1%, in calo dal 6,8% del 2006. Un calo, precisano i ricercatori, in realtà strettamente connesso all'aumento dell'inattività: lo scorso anno, infatti, il numero di persone in cerca di occupazione è calato del 10 per cento rispetto a un anno prima (-167mila), in particolare al Sud, dove le donne inattive sono in crescita continua dal 2004, e nel 2007 hanno raggiunto i 4,5 milioni. Forse sarà opportuno ricordare che il tasso di disoccupazione è misurato dal rapporto tra numero di disoccupati che cercano lavoro e numero di lavoratori attivi . Essendo una divisione, basta che il numeratore diminuisca per far calare il tasso di disoccupazione: appunto quel che succede in Italia dal 2004. Un argomento portato a supporto dell’efficacia della legge 30/Maroni è che, da quando è stata introdotta, il tasso di disoccupazione si è ridotto. Da noi la quota di persone che non cercano lavoro è aumentata molto di più negli ultimi anni che nel resto d´Europa. Secondo l’OECD il rapporto tra chi non cerca lavoro e forze lavoro è passato dal 2% del 2001 a oltre il 6% del 2007, mentre negli altri paesi europei c´è stata un´inversione di tendenza: non sorprende l’esplosione dei lavoratori che non cercano più, soprattutto giovani e donne residenti nel Sud, che trovano impiego nel lavoro nero.
Un altro problema ignorato da politici e mass media, è che nel primo trimestre 2007 i disoccupati in Italia sono circa 1.600.000: per l’ISFOL 900.000 di questi sono precari, ovvero più della metà dei disoccupati in Italia è precaria. Quando un precario è disoccupato nessuno gli versa contributi per quella pensione “da fame” che si ritroverà tra qualche anno (almeno un milione di precari negli ultimi 10 anni ha lavorato con contributi che daranno pensioni sotto la minima). Il reddito netto annuo di un “permanente” è in media di 15 mila € e di un “precario” di 10 mila €. O ancora: il 12% occupati è atipico (ma tra i giovani la percentuale sale ad oltre il 40%) e questo numero è destinato a salire in quanto ogni anno il rapporto tra “nuovi” precari e precari che si stabilizzano (diventano cioè lavoratori a tempo indeterminato) è di 2 a 1. La questione precari è destinata ad esplodere: dove sono le proposte della politica? Oltre ad abolire l’articolo 18, si intende. Un abbraccio un po’ scoraggiato.” Mauro Gallegati
.V-day 25 aprile. Libera informazione in libero Stato.

ATTENZIONE: 30 marzo 2008: oggi pomeriggio alle 17.30 sarò a Messina in piazza Cairoli e stasera alle 20 a Catania in piazza Dante per sostenere la lista civica di Sonia Alfano per le elezioni regionali in Sicilia.

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I sette piani
Blog di Beppe Grillo - 14:12 29/03/2008


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Un tempo, prima delle elezioni, si discuteva di sviluppo, di innovazione, del futuro delle nuove generazioni. Di un mondo migliore. Piano, piano. Elezione dopo elezione. Scavando sempre più verso il basso, siamo arrivati in fondo. Senza accorgerci. Gli anni sono passati e l’Italia non c’è più. I dibattiti politici si sono trasformati nell’analisi delle disgrazie nazionali. Ricordano i discorsi dei vecchi che, per prima cosa, ti chiedono se sai chi è morto il giorno prima ( loro lo sanno…) o se conosci la malattia della signora della casa di fronte ( loro lo sanno…). Non è un Paese per giovani.
I partiti si confrontano sulla bancarotta dell’Alitalia, sul fallimento di Malpensa, sulla catastrofe dei rifiuti tossici in Campania, sul crollo del turismo, sulle mozzarelle di bufala radioattive, sull’imigrazione senza controllo, sullo sfascio della giustizia, sul debito pubblico, sulla mafia. Questo ricorderemo della campagna elettorale 2008. Le nuove parole d’ordine, le malattie del Paese che vorrebbero curare i nostri dipendenti. Loro che sono i virus, i responsabili. Senza pudore. Meglio un morto in casa che un Veltrusconi all’uscio.
Nel racconto “I sette piani”, Dino Buzzati descrive la parabola di un uomo ricoverato per una banale malattia al settimo piano di una clinica. Ogni volta che si aggrava scende di un livello, senza poter risalire. Fino al primo piano dove peggiora e muore. Noi siamo già in cantina.
Hanno creato i problemi della sicurezza, dello stipendio, della casa, della criminalità organizzata e ci offrono le soluzioni. La classe politica che ha fallito si propone di intervenire per il bene del Paese con “misure necessarie”. E’ come se in sala operatoria ci fosse Jack lo squartatore.
Alitalia è fallita definitivamente durante il quinquennio della coppia Testa d’Asfalto – Emmenthal Lunardi (presidente del Consiglio – ministro dei Trasporti). La Campania è diventata la spazzatura del mondo grazie a Bassolino e al suo protettore D’Alema. Il debito pubblico è finito sulla luna durante la gestione Tremonti. Per ogni sfascio il nome c’è. Per fortuna che il nome c’è. Fate abbassare la voce a questa gente durante i loro comizi. Fateli scendere dal predellino. Fateli ritornare sul pullman con i loro servi dell’informazione.
V-day 25 aprile. Libera informazione in libero Stato.

ATTENZIONE: 30 marzo 2008: oggi pomeriggio alle 17.30 sarò a Messina in piazza Cairoli e stasera alle 20 a Catania in piazza Dante per sostenere la lista civica di Sonia Alfano per le elezioni regionali in Sicilia.

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Tibet libero
Blog di Beppe Grillo - 11:27 28/03/2008

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Fonte: Asianews

Se gli Stati Uniti avessero invaso il Messico. Se la Francia avesse occupato l'Algeria. Se l'Australia avesse dichiarato guerra alla Papua Nuova Guinea. Se il Giappone avesse annesso la Manciuria. Se l'Italia tornasse di nuovo in Libia con le cannoniere.Se tutto questo fosse successo nell'anno delle Olimpiadi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone, in Italia. Le Olimpiadi si sarebbero tenute lo stesso in questi Paesi? In nome di cosa? Del WTO? Della globalizzazione? Del consumismo?
Il Governo italiano ha calato i pantaloni alla marinara di D'Alema (nessuno pensava che avrebbe fatto diversamente).

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Fonte: Asianews

L'umanità ha un debito enorme nei confronti del Tibet, della sua cultura, dei suoi abitanti. Lo ha lasciato solo per quasi sessant'anni in nome della realpolitik. Un comportamento semplice da capire. Se sei grosso puoi invadere, distruggere, sterminare. Se sei piccolo e hai il petrolio, allora sono c...i tuoi. Cecenia docet. Iraq ridocet.
Il blog lancia oggi una petizione al segretario dell'Onu per un Tibet libero.

Inviate il messaggio:
"Free Tibet. Stop to the China Olympic Games"
al segretario delle Nazioni Unite e diffondete l'iniziativa.

La ruota del samsara vi premierà.

Free Tibet Diffondi

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Comunicato politico numero 5
Blog di Beppe Grillo - 14:47 27/03/2008

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Basta con il primato della politica sulla Giustizia. Basta con le prescrizioni. Basta con la moglie di Fassino in Parlamento per cinque legislature. Basta con Fassino, dirigente “non nato sotto il cavolo”, ancora in Parlamento. Basta con le candidature mafiose. Basta con i “Village People” alla Camera. Basta con i morti viventi al Senato. Basta con Icaro - Testa d’Asfalto e il tormentone Alitalia. Basta con l’extravergine Formigoni e i suoi “comunicati e liberati” alla Sanità lombarda. Basta con Crisafulli, Carra, Dell’Utri, Cuffaro candidati. Basta con Azzurro Caltagirone e gli interessi di suo suocero. Basta con Geronzi in banca e non in tribunale. Basta con la Forleo sotto processo. Basta con D’Alema che rifiuta i processi. Basta con De Magistris inquisito. Basta con il ceppalonico Mastella e la sua liquidazione di 300.000 euro. Basta con la TAV di 13 miliardi di euro in Val di Susa e le ferrovie locali allo sfascio. Basta con Bassolino e la mozzarella di bufala radioattiva. Basta con le panzane del mago Otelma Bondi. Basta con i sorrisi di compatimento di Polito, mantenuto di Stato. Basta con la merda di Fede e di Riotta che straripa dal televisore. Basta con gli aborti verbali di Ferrara, mantenuto di Stato. Basta con il controllo dell’informazione da parte di mediasetpartiticonfindustria. Basta con gli aumenti alla pompa di benzina e i profitti per i grandi azionisti dell’ENI. Basta con il titolo di Telecom Italia in picchiata e Tronchetti in barca con Afef. Basta con Malpensa hub nel deserto del varesotto di Bossi e Maroni finanziato dalle nostre tasse. Basta con i veleni a pagamento in città con l’Ecopass della Moratti. Basta con l’EXPO 2015 dei costruttori immobiliari. Basta con gli inceneritori e i tumori a norma di legge. Basta con le false liste nazionali alle elezioni politiche con il mio nome. Basta con Tremonti che ci spiega come LUI ha ridotto l’economia. Basta con Castelli che ci spiega come LUI ha ridotto la giustizia. BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!! Basta con il respiro trattenuto. Basta con la vita in apnea. Basta con i sospiri di delusione. Basta con gli sbuffi di rabbia. Basta con le parole non dette. Basta con la professione del politico. Basta con la politica dei furbi e la società dei fessi. Basta con la recessione. Basta con l’incertezza della pena. Basta con i delinquenti senza frontiere in Italia. Basta con le basi militari degli Stati Uniti in Italia. Basta con l’Italia piattaforma logistica. Basta con la speculazione dei Comuni sulle licenze edilizie. Basta con i politici in televisione a parlare del nulla. Basta con i servi dell’informazione a leccargli il culo, a non fare mai una domanda. Basta con questa pagliacciata mediatica. Basta con De Bortoli, con Floris, con Vespa, con Mieli, con Giordano, con Belpietro con tutti i loro colleghi novantagradini. Basta. Il 25 aprile gridiamo: “Basta!”. Libera informazione in libero Stato.

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