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Il caso Dogecoin: la criptovaluta giovane della quale tutti parlano

L’abbiamo citata in precedenza, ora è il momento di approfondire: se avete seguito anche solo distrattamente le notizie dal mondo delle criptovalute, sarà stato impossibile non aver sentito il nome Dogecoin.

Questa particolare valuta ha aumentato il proprio valore quasi del 600% nel giro di una settimana ad aprile 2021, cosa che ha lasciato gli osservatori perplessi, a dir poco.

Infatti questa moneta era nata esplicitamente per scherzo nel 2013, ideata dall’ex dipendente di Adobe Jackson Palmer. Tuttavia nel corso degli anni la situazione è “sfuggita” di mano e Dogecoin si è imposto come un vero metodo di pagamento alternativo all’irraggiungibile Bitcoin. Fino alla definitiva esplosione nel 2021, che lo ha proiettato nell’olimpo delle monete digitali.

I motivi del boom di Dogecoin

Non c’è dubbio che chi ha investito in Dogecoin, o desideri farlo, debba farlo con cautela: ricordiamo tutti il capitombolo di Bitcoin, e questo progetto potrebbe seguirne lo stesso andamento.

I motivi principali del suo successo, a ogni modo, sono la trasparenza dell’intera operazione, la possibilità di spendere meno in un investimento rispetto a quanto si dovrebbe pagare per comprare Ethereum o Bitcoin (ovviamente inarrivabile in questo momento) e, da ultimo, l’attenzione di Dogecoin per i progetti sostenibili e di solidarietà: ecco perché ha moltissimi sostenitori.

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